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mattina del 31 luglio, grazie alle foto scattate e repentinamente
stampate da Terje Toftenes, venimmo a conoscenza della formazione
appena scoperta in un campo accanto al Ridgway, antico sentiero
che attraversa numerosi luoghi sacri del sud dell'Inghilterra.
Parcheggiammo l'auto in uno spiazzo accanto a Sanctuary, nei
pressi di Avebury.
Fermare l'auto in questo posto appariva alle nostre menti
come un deja vue. Questo perchè, la notte appena passata,
intorno alle 2:00 del mattino, dopo esserci dedicati ad un
infruttuoso "fieldwatching" (neologismo che significa
guardare nei campi), decidemmo di fermarci proprio nello stesso
posto dove ci trovavamo adesso.
Chi scrutando il cielo, chi i campi, chi invece sonnecchiando,
vi restammo fino alle 5:30 circa, inconsapevoli di ciò
che si celava nel campo poco avanti a noi. Ora eravamo lì
per una ragione più chiara rispetto a quella che ci
spinse la notte a fermarci in quel luogo.
La formazione era poco visibile dal suolo.
Tuttavia, grazie alle foto viste qualche momento prima eravamo
a conoscenza della forma. Un cerchio circondato da anelli
concentrici di diverso spessore.
Semlice ma d'effetto, armonico nel paesaggio, era simile alle
formazione classiche, le prime, quelle che diedero il via al
fenomeno come oggi lo conosciamo.
Eravamo tra i primi ad entrare. Il grano era piegato al suolo
omogeneamente, e le white line (vedi l'articolo), presenti
praticamente in tutte le formazioni visitate quest'anno, qui
erano pressochè assenti.
La pioggia volle testare la nostra voglia di rimanere nel
cerchio. In un primo momento resistemmo, ma poi dovemmo arrenderci
al suo incalzare.
Come al solito, qualche minuti dopo il nostro allontanamento,
il cielo si riaprì.
Articolo
e foto Andrea De Marinis
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