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Fin
da quando poggi il piede, per la prima volta nella tua vita,
si può tranquillamente dire che il Wiltshire ti conquista.
E la causa non è difficile da trovare: è questa
la terra della magiche atmosfere e dalle leggendarie colline
che, sempre immobili ma vive nel dare il loro benvenuto ad
ogni visitatore, sono la testimonianza di un passato oggi
sempre più dimenticato. Questa è la terra delle
immense distese di coltivazioni: un posto magico nel quale
i cerchi nel grano hanno trovato il loro habitat naturale.
Ma non solo: è questo anche il regno delle sfere di
luce (o Bol, balls of light) che, esattamente come le colline
inglesi, sembrano aspettare i vari turisti per fare la loro
piccola quanto emozionante comparsa spiazzando l’osservatore
lasciandolo pieno di interrogativi. In questa terra anche
a noi, grazie ad Andrea, abbiamo finalmente qualcosa si più
su quella che sembra essere una presunta sfera di luce (a
proposito vi rimando alla sezione specifica del nostro sito).
Quella vista e fotografata da Andrea sembra essere proprio
una di quelle cose che in moltissime altre persone, negli
anni, hanno visto e fotografato. Per quanto mi riguarda, il
2005 a proposito non mi ha portato buone notizie in quanto,
durante le nostre ricerche dello scorso mese di luglio, ho
appurato che la presunta sfera da me avvistata lo scorso anno
(il resoconto si trova su X-Cosmos) si è rivelata essere
solo l’illuminazione di un automobile.
In questo clima magico, come detto, si inseriscono i cerchi
nel grano: prima semplici figure ed ora disegni e geometrie
rompicapo. Ma è proprio dai cerchi nel grano che mi
si sono aperte le porte di un altro tipo di mistero. Un mistero
nel quale non centrano però forze extra terrene o simili,
ma dove il punto centrale è l’uomo. Vediamo solo
qualche esempio: in questi anni, soprattutto in Inghilterra,
la presenza dei circlemakers non è mai venuta meno.
Lo sanno tutti che proprio nel Wiltshire vi sono veri e propri
punti di ritrovo per i creatori umani dei cerchi e sappiamo
tutti come sarebbe facile, attraverso ronde organizzate intorno
ai campi della zona, coglierli in fragrante. Ma questo non
avviene, eppure i ricercatori sono lì e durante i nostri
“pattugliamenti” notturni di ricercatori se ne
sono visti davvero pochi.
Ma passiamo alla ricerca all’interno dei cerchi nel
grano. Qui il mistero dell’uomo continua: durante le
nostre ricerche in Wiltshire nel mese di giugno e di luglio
2005 abbiamo visitato ben 27 formazioni estendendole anche
alle contee dell’Hampshire, Oxfordshire ed Est Sussex.
Bene, ad eccezione del cerchio di Sompting, in tutti gli altri
cerchi abbiamo avuto modo di osservare quelli che mi piace
chiamare “indizi” di creazione artificiale: mi
riferisco alla presenza delle linee di costruzione (si tratta,
in poche parole, di una fascia di spighe che fa da delimitazione
del perimetro delle figure del cerchio nel grano: sembrerebbe
il primo passo che i circlemakers farebbero prima di procedere
all’appiattimento delle spighe). Qui a fianco vi propongo
alcune fotografie che ho fatto nei due cerchi nel grano di
Aldbourne del luglio 2005 e quella nel cerchio di Rockley,
dove la linea di costruzione si trovava sotto il manto si
spighe piegate. Nei cerchi erano presenti
anche le “white lines” (delle quali ci occupiamo
in un articolo a parte in questo sito) e i cosiddetti “cesti”
o “ciuffi centrali” che, se osservati dal vivo
e riflettendo, perdono molta della magia e delle leggende
che gli sono state create attorno. Stesso discorso che ben
si può applicare anche sul fronte delle anomalie, come
i nodi esplosi, allungati, particolari residui, spighe piegate
e non rotte, ecc. I cerchi nel grano sono lì: chiunque
può toccarli, osservarli da vicino, studiarli. Eppure,
molta gente che studia i cerchi nel grano, questi particolari
sembra non vederli. O volerli non vedere. U esempio che calza
a pennello è arrivato proprio sul finire del nostro
soggiorno del mese di luglio: ci siamo recati alla conferenza
sui crop circles organizzata a Devizes ed eravamo intenzionati
unicamente a fare un giro dell’esposizione in quanto
eravamo interessati all’eventuale acquisto di libri
o materiale per approfondire le nostre ricerche. Ma più
che fotografie (e che prezzi…) e gadgets non abbiamo
trovato. Che dite?
Alessandro
Luè
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