Ne uscimmo davvero in forze, tanto che, decidemmo si salire sulla cima di Adams Grave. Le notti in questi luoghi sono qualcosa di straordinario. L'inquinamento luminoso è pari a zero, potevamo vedere le stelle brillare di una luce dimenticata. Atmosfere d'incanto, ma nessun avvistamento particolare.
La mattina seguente, dopo un'abbondantissima colazione all'inglese, attraverso internet riuscimmo a vedere le fotografie aeree della formazione da noi "scoperta" la mattina precedente. Con grande sorpresa prendemmo conoscenza che un'altra formazione era apparsa la notte del nostro arrivo. Larkley Hill divenne quindi al nostra meta.
Nonostante una ricerca tra i campi ci aggirammo lungo tempo tra i campi della zona in questione ma non riuscimmo a scovarla.
Un componente del gruppo, dato che aveva già preso in considerazine la possibilità di volare con un ultraleggero, decise di cogliere questa situazione per motivarsi ulteriormente riguardo alla decisione di staccarsi dal suolo.
Durante il suo volo notammo con stupore che al rifacimento dell'angar del microlight dava il suo contributo niente di meno che M.Williams, noto circlemaker della zona col quale scambiammo due chiacchere.
Il velivolo atterrò, l'espressione sul volto del nostro amico, che tornando a calpestare il suolo si rilassava passo dopo passo, nascondeva qualcosa. Le impressioni non mentirono infatti, sorvolando la Windmill Hill, si accorse di una nuova formazione (fig.4).
In una manciata di minuti eravamo dentro. Il cerchio, o meglio l'esagono, era esteso ma a livello geometrico assolutamente impreciso; impressione che fu in seguito confermata da una precisa misurazione delle parti. Eravamo incuriositi da alcuni
elementi compositivi che presentavano delle interruzioni ai nostri occhi insensate. Nemmeno qui le linee bianche mancavano di mostrarsi. Curioso un sentiero che passava attraverso diversi triangoli che formavano il disegno (vai all'articolo).
Fummo costretti ad uscire dal contadino padrone del campo, persona che dopo qualche battuta burbera si rivelò
abbastanza affabile.
Grazie alla veduta aerea era stao possibile localizzare con più precisione la formazionone che la mattina ci aveva visto arrenderci. Era davvero nascosta! Fino a quel momento, secondo me, la più bella della stagione, anche se non posso omettere la presenza anche qui delle wite line. Era posizonata in un campo a valle tra due colline, cosicchè risalendone il fianco fu visibile dall'alto la forma del pittogramma colpita dai raggi del sole.
Dopo una rigenerante visita al Sanctuary visitammo l'ultima formazione apparsa nella zona fino a quel momento
(non considerando il crop circle di Firs Farm a Beckhampton per diverse ragioni); le tre swallow di Clatform Bottom (fig.5).
Era molto piacevole camminarci all'interno, le aree di orzo flesso al suolo creavano dei passaggi il cui andamento sinuoso
rendeva gli spostamenti molto armonici.
Una doccia in B&B per dirigerci a cena prima di un meritato riposo.
L'ultimo giorno in Wiltshire si aprì con la pioggia preannunciata durante le due anomale giornate di sole che la precedettero.
Passamo il pomeriggio in un pub. Per fortuna intorno alle 17 fu concessa una tregua.
Ci recammo a Scrope Wood, luogo dove il 26 luglio del 2003 apparse un cerchio nel grano. Qui tra una chiacchera e l'altra
per le combinazioni del caso ebbi la fortuna di fotografare qualcosa di anomalo, qualcosa che per un istante vidi
con i miei occhi e aveva tutte le caratteristiche di ciò che viene chiamato Bol of Light (vai all'articolo).
Il tempo trascorse e arrivò il momento di incominciare l'avvicinamento all'aereoporto.

 
 
Fig.4 Avebury Trusloe, vicino Beckhampton, Wiltshire, 23 giugno
   
 
 
Fig.5 Clatford Bottom, vicino Marlborough, Wilshire, 12 giugno
     
             
   
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